Un anno pieno di difficoltà per le nostre Comunità Il 16 febbraio 2008, pubblicavamo su internet e notiziari vari quanto segue:
EMERGENZA TERREMOTO Comunicato del 16 febbraio 2008
“ Il 3 febbraio 2008, un gravissimo sisma di grado 6,3 di magnitudo, scala Richter, con epicentro Kabare a 7 Km dal nostro terreno di Nyakadaka (Lwiro), dove stiamo costruendo il villaggio “Comunità Mamma della Pace”, si abbatteva con tutta la sua violenza devastatrice colpendo tutto il Sud Kivu.
Durante la giornata ed i giorni seguenti, si sono susseguite diverse scosse, una particolarmente intensa il 14 febbraio, 5,5 di magnitudo, scala Richter. Alcune meno intense anche mentre sto scrivendo questa comunicazione. Una cinquantina di morti , moltissimi feriti e più di 5.000 famiglie senza tetto Nelle nostre Comunità di Nyakadaka e di Bukavu, non sono stati riscontrati danni alle persone ma i danni alle strutture sono ingenti e non inferiori a 100.000 Euro.
Per far fronte all’emergenza e riparare i gravi danni agli edifici più gravemente danneggiati, abbiamo attivato una speciale raccolta fondi”.
(Terminava qui il comunicato e seguivano indirizzi per offerte)
Naturalmente questo messaggio è sempre valido e ringraziamo anticipatamente quanti si lasceranno guidare dal loro buon cuore per questa emergenza che ci trova completamente impreparati.
Purtroppo dobbiamo ammettere che molti sono stati sordi a quest’appello, senza alcun riferimento ai benefattori usuali. Tutt’ora sopportiamo le conseguenze di questo disastroso terremoto con epicentro 7 Km dal nostro villaggio. Abbiamo tre case da riparare prima ancora che le stesse fossero terminate ed i danni accertati per le riparazioni varie, aggiornati ad oggi, in considerazione dell’aumento vertiginoso dei costi dei materiali da costruzione, si aggirano a circa Euro 180.000 ivi compreso il muro di cinta della casa S.Giuda Taddeo di Bukavu. Il grave sisma ha provocato un ritardo di almeno due anni nei nostri piani d’investimento.
La devastazione del terremoto a Bukavu (RDC)
A seguito del disastroso terremoto Nel marzo 2008 il nostro Presidente a Bukavu
Aniceto Battani, Presidente della nostra Associazione, a metà marzo si è recato a Bukavu alfine di rendersi conto dei gravi danni procurati dal sisma del 3 e del 14 febbraio scorso anno, di grado 6,3 di magnitudo, scala Richter, con epicentro, 7 Km dal nostro villaggio.
Ha così potuto constatare di persona. i gravi danni procurati alle nostre costruzioni, soprattutto a quelle del Villaggio Comunità Mamma della Pace di Nyakadaka una terminata ed altre in fase di ultimazione.
La casa del Villaggio donata dalla Diocesi di Ischia presenta danni solo alla copertura ed alcune crepe all’interno, mentre quella donata da Baby nel Cuore, in fase di ultimazione, presenta gravi danni oltre che al tetto a gran parte delle strutture, così dicasi di una terza casa.
La quarta casa presenta danni alla struttura ma per fortuna è la più arretrata come lavori.
La casa S.Pio da Pietrelcina richiede alcune riparazioni per crepe all’interno della struttura, al soffitto ed al tetto così pure la casa S. Giuda Taddeo di Bukavu. Quest’ultima richiede anche il rifacimento completo del muro di cinta.
Danni rilevanti che solo dopo un’attenta analisi dei costi ammontano a non meno di Euro 180.000, salvo aumento dei prezzi.
La casa donata dalla Diocesi di Ischia
LASCIAMO PARLARE LE IMMAGINI…
Le foto sono sufficienti a spiegare la portata dell’evento
Alcune case del villaggio di Nyakadaka "Comunità Mamma della Pace" dopo il terremoto del 3 febbraio 2008.
Settembre 2008 – Arcivescovo di Bukavu a Washingion Appello alla generosità dei cattolici americani. (Da un comunicato di Radio Vaticana)
La situazione nel Congo orientale e nella regione dei Grandi Laghi è molto grave, ma il mondo tace come se non fossimo neanche esseri umani”. A lanciare la pesante denuncia, in un’intervista all’agenzia Cns, è l’Arcivescovo di Bukavu, Mons. François Maroy Rusengo.
Il Presule si è recato a Washington, dove in questi giorni ha incontrato rappresentanti del Congresso, della Chiesa statunitense e delle Ong americane operanti nella Repubblica Democratica del Congo, per chiedere aiuti urgenti alle martoriate popolazioni del Congo orientale, in cui alle distruzioni della guerra si è aggiunto, a febbraio, il terremoto che ha devastato Bukavu. “Spero che il Congresso capisca, questa volta, la gravità della situazione. Hanno promesso che vedranno come possono aiutare e io pregherò perché lo facciano”, ha dichiarato l’Arcivescovo senza nascondere il suo scetticismo e frustrazione, viste le passate promesse non mantenute.
L’Arcidiocesi di Bukavu, ha spiegato, ha “urgente bisogno di aiuti per ricostruire case, scuole, ospedali, conventi distrutti, ma soprattutto perché la gente possa ricostruire la sua vita”. La guerra ha sprofondato un paese potenzialmente ricco nella povertà: tutte le infrastrutture sociali, politiche ed economiche sono venute a mancare. In questa situazione, ha detto Mons. Maroy, “l’unica cosa che posso fare come Arcivescovo è denunciare le violenze e cercare di dare qualche speranza alla gente assicurandole i servizi educativi e sanitari erogati dalla Chiesa locale”.
S.E. Mons. François Maroy Rusengo, Arcivescovo di Bukavu
Vista del villaggio in costruzione “Mamma della Pace” di Nyakadaka dopo il terremoto (da sinistra casa donata da Diocesi Ischia,
al centro casa donata da Baby nel Cuore)
Non lasciateci soli, questo il grido della popolazione
dell’Aquila ed è anche il nostro grido