Regolamento dell’Associazione

“Comunità Mamma della Pace”

in breve “C.M.P. – Onlus”

 

Premessa

1.       Il presente “Regolamento Istituzionale”, redatto e proposto dal Promotore – Presidente Aniceto Battani, sottoposto all’attenzione dell’Assemblea Costituente e dei Soci Fondatori dell’Associazione “Comunità Mamma della Pace” del 13 maggio 2006, è stato approvato in ogni sua parte, all’unanimità.

  1. Il presente “Regolamento Istituzionale” dell’Associazione, alfine di uniformare le modalità d’intervento ed i rapporti con gli interessati ai finanziamenti, ha il compito di informare circa alcuni principi generali che sono l’anima dell’Associazione stessa, di proporre le linee programmatiche generali e di disciplinare i rapporti tra:
  • i soci “Comunità Mamma della Pace” o più brevemente, useremo in questo testo, “C.M.P. – Onlus”, Associazione (finanziatrice) con sede in Modena in Viale Virgilio 42 – c/o Ditta Sorin;
  • “C.M.P. – Onlus” e le “Comunità Mamma della Pace” (beneficiarie del finanziamento); 
  • le varie “Comunità Mamma della Pace” (beneficiarie del finanziamento), tra loro; 
  • “C.M.P. – Onlus” e Diocesi nella cui giurisdizione risiede la Comunità;
  • Diocesi e le varie “Comunità Mamma della Pace” che sono sotto la loro giurisdizione.

 

Art. 1 - Principi generali

Ideali che devono animare la “C.M.P. – Onlus” e le altre “Comunità Mamma della Pace”

La “C.M.P. – Onlus”, non ha fini di lucro, è apartitica e senza distinzione di religione, ma  ispira il proprio operato ai principi  contenuti nella Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica, in quanto, fa suoi i principi evangelici dell’amore fraterno, principi, che scaturiscono anche dalla legge naturale insita nel cuore dell’essere umano di qualsiasi estrazione sociale o fede religiosa, e che possono offrire, quindi, un incontro costruttivo tra credenti e non credenti.

 

Missione della “C.M.P. – Onlus” e delle varie “Comunità Mamma della Pace”

Principale finalità della “C.M.P. – Onlus”, come delle  Comunità finanziate, è quella di dare assistenza a bambini in difficoltà, prefiggendosi, soprattutto, di promuovere e proteggere, nella loro globalità, i diritti fondamentali dei bambini e dei giovani: diritto alla vita fin dal suo concepimento, alle cure mediche, all’alimentazione, all’educazione ed istruzione, ad un lavoro qualificato e dignitoso, alla costruzione di una famiglia valida e sana, all’autodeterminazione ed alla. pace.

Per salvaguardare i diritti fondamentali dei bambini e soddisfare ai loro bisogni, nel rispetto di  quanto stabilito nella Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, la “C.M.P. – Onlus” è impegnata concretamente ad assicurare a bambini in difficoltà, in particolare a quelli che hanno perso i genitori: un alloggio, una famiglia, l’alimentazione, le cure mediche e l’istruzione di base ed un lavoro.

La “C.M.P. – Onlus”è  per la globalizzazione dei diritti dei bambini e con i suoi interventi a lungo termine mira allo sviluppo integrale della persona.

 

Verità e giustizia. I due pilastri  

Verità

Bisogna dare un’anima ai nostri sforzi. L’impegno per la verità è l’anima della giustizia.

Verità e giustizia sono i due pilastri su cui,  “C.M.P. – Onlus” e tutte le altre Comunità Mamma della Pace finanziate devono basare le loro azioni, decisioni, progetti, comportamenti ed impegni.

Tutte le varie Comunità, ivi compresa la “C.M.P. – Onlus”, devono essere unite tra loro dai vincoli dell’amore e della solidarietà e sono fondate su i due pilastri: verità e giustizia.

Sono questi due valori etici che devono rafforzare la loro unità. Come Comunità che hanno lo stesso nome devono avere un qualcosa in comune che le unisce, e questo qualcosa, sono i loro comuni ideali di verità e giustizia che ne sono anche la ragione d’essere, oltre che il patrimonio più prezioso. 

Verità che deve garantire la conformità tra ciò che pensiamo e ciò che esprimiamo con le parole o con i nostri atteggiamenti, portandoci a compiere azioni sempre distaccate dal nostro interesse personale, in un atteggiamento di servizio ai più deboli, per puro amore, non per altri scopi.

La veritàci porta ad amare ed apprezzare la sincerità e la trasparenza nel nostro agire. E’ sulla sincerità e trasparenza del nostro operato che si fonda la fiducia, elemento indispensabile che deve regolare tutti i nostri rapporti, perché quando c’è la menzogna si innesca un meccanismo di sfiducia, diffidenza, sospetto, sopraffazione, privilegi, corruzione ed è allora che la Comunità non vive più l’unità, non è più Comunità in quanto manca l’elemento essenziale, “l’unità”.  Con la menzogna ha luogo la divisione e la Comunità si autodistrugge.

Giustizia

Dobbiamo sempre ricercare la verità per essere liberi di perseguire la giustizia, l’altro pilastro su cui deve essere basato il nostro impegno. Realizzare la giustizia deve essere considerato come un servizio alla società umana, è uno dei modi primari di servire l’uomo e promuovere lo sviluppo integrale della persona umana, ma sempre guidati dall’amore.

Giustizia, vuol dire uguaglianza, che non ammette privilegi di qualsiasi natura.

Se tutto ciò che diciamo e facciamo corrisponde a verità e giustizia, potremo, sempre, con coraggio, difendere e realizzare i nostri ideali, anche a costo dei più grandi sacrifici.

Verità e giustizia, sono i due pilastri su cui si deve fondare l’unità nella “C.M.P. – Onlus”, nelle varie “Comunità Mamma della Pace” e tra le varie Comunità stesse, per edificare una solida  “costruzione di pace”. Non ci può essere l’uno e mancare l’altro, la costruzione non reggerebbe con un pilastro solo.

Come conseguenza logica dell’accettazione dei due principi fondamentali del nostro agire, è la solidarietà, alto valore etico, che è il cemento che irrobustisce tutta la nostra “costruzione di pace e d’amore” realizzata sui due pilastri portanti della verità e giustizia. Motore propulsore della solidarietà è l’amore vero, che porta ad  ignorare il nostro “io”, i nostri interessi personali, mettendo al primo posto gli interessi degli altri, soprattutto dei più deboli.

Le “Comunità Mamma della Pace”  sono soggetti di diritti e doveri, per cui, anche i loro rapporti vanno regolati  tra loro secondo giustizia nella verità, che vuol dire rispettare i loro diritti ma far rispettare anche i  doveri che si sono assunti come membri, e come Comunità, sia nella loro vita quotidiana, sia nelle relazioni tra loro.

Rientra nei doveri di giustizia delle “Comunità Mamma della Pace”, finanziate: l’aiutare, una volta raggiunto l’autofinanziamento, che permetta di soddisfare la loro vita, nel rispetto della dignità della persona, altre “Comunità Mamma della Pace” sorelle, che iniziano la loro attività, in qualsiasi parte del mondo si trovino, e questo, secondo  un noto principio di giustizia: “come gratuitamente abbiamo ricevuto, così gratuitamente dobbiamo dare”. In questo modo poi, le Comunità beneficate, creeranno, nella solidarietà, un vincolo di forte unità che le farà sentire, una più vicina alle altre, veramente come sorelle.

 

Frutto della verità e giustizia è la pace

La pace è frutto di una giustizia più perfetta che comporta un autentico ed armonioso sviluppo integrale dell’uomo, promuove così il pieno rispetto dei suoi diritti, come  persona umana, in tutte le sue dimensioni.

L’impegno per la pace apre a nuove speranze di un mondo migliore. Non ci può essere pace là dove i diritti dell’uomo sono calpestati, dove l’uomo, non ha nemmeno il necessario per vivere una vita dignitosa.

La pace si può raggiungere solo nella verità e noi vogliamo cercare di compiere azioni “vere”, dando un senso al nostro impegno, al nostro operato, legittimati da quanto ci suggerisce la nostra coscienza, fonte di ogni decisione morale “verità dell’uomo” o il nostro credo che ha il suo riferimento nelle “verità di Dio”.

 L’uomo, alla ricerca della verità, quando si lascia guidare ed illuminare nel proprio cammino dal suo splendore, intraprende, quasi naturalmente, la via della giustizia, della solidarietà, dell’amore: questo cammino  conduce inevitabilmente alla pace. Ecco perché parliamo spesso nelle nostre pubblicazioni, come anche nello Statuto della “C.M.P. – Onlus”, di divenire “costruttori di pace”. E’ un percorso obbligatorio che garantisce la meta finale, se accogliamo i valori su cui è fondato il nostro impegno.

Ispirandosi ai valori dell’amore fraterno, della solidarietà, dell’accoglienza, della comprensione, del servizio disinteressato, della cooperazione e del volontariato, la “C.M,P. – Onlus”, come le altre “Comunità Mamma della Pace”non vogliono creare alcuna barriera religiosa, politica o di razza, ma accolgono tutti gli uomini di buona volontà che sono alla ricerca di questi valori, che coltivano nel profondo del loro cuore e che cercano non solo di proclamare, ma di viverli personalmente, prima di farli vivere agli altri, sopportandone anche tutto il peso e le amarezze.

 

Siamo per la cultura della pace

La pace è un diritto inalienabile dell’uomo, uno dei principali diritti, come sancito dalla “Carta dei diritti dell’uomo” per cui la “C.M,P. – Onlus”, intende offrire  il suo piccolo contributo per  raggiungere questo obiettivo, promuovendo e sensibilizzando, con i modi o i mezzi più adeguati, la società su come ottenere una vera pace.

Siamo convinti più che mai che una vera pace nel mondo si possa ottenere solo realizzando una più equilibrata giustizia nel rispetto dei diritti e della dignità dell’uomo, in un’equa distribuzione dei beni, (donando a chi meno ha), attraverso una partecipazione di solidarietà vera, la quale per essere tale, deve comportare anche la condivisione.

 

Educazione per la tutela dei diritti umani

La  “C.M.P. – Onlus” e le varie “Comunità Mamma della Pace”, considerano l’educazione come uno dei diritti fondamentali. Infatti, anche l’articolo 26 della Carta internazionale dei diritti dell’uomo, precisa che: “tutte le persone hanno diritto all’educazione, la quale comprende non solo, una vera formazione morale, spirituale e religiosa, ma anche una formazione professionale che permetta un inserimento utile ed equilibrato nella società”. Pertanto, le Comunità, porranno un particolare impegno nell’educare alla “civiltà”: del rispetto dei diritti umani; vogliono essere artefici di pace e quindi evitare le guerre, promovendo una cultura di pace fondata sulla solidarietà ed il rispetto dei diritti umani. Per raggiungere tali obiettivi, è importante dare ai giovani sicurezza per il loro futuro con un’adeguata istruzione per la crescita personale, giacché il progresso economico, pur importante, non è sufficiente a liberare l’uomo dalle tante condizioni e situazioni d’incompletezza che affliggono la sua personalità e la sua vita nella società.

 

Cooperazione    

La “C.M.P. – Onlus”e le varie “Comunità Mamma della Pace”, intendono divulgare ed attuare la cooperazione allo sviluppo, nel rispetto della libertà, favorendo il partecipazionismo, come fattore importante  di crescita per uscire dalla 

dipendenza e dal sottosviluppo e per dare speranza e fiducia a popoli oppressi da lunghi anni di servitù. Valorizzando le risorse del luogo, la cooperazione aiuterà anche ad attenuare le disparità delle condizioni di vita, fornirà lavoro ai giovani, permetterà di proteggere la salute dei bambini e di creare strutture specifiche per bambini in difficoltà favorendo l’educazione

e la formazione professionale senza la quale non può essere assicurato un vero progresso durevolmente. Non facciamo assistenzialismo.I nostri interventi si ispirano al principio della piena responsabilità dei beneficiari, sono duraturi nel tempo

e finalizzati non solo alle Comunità che assistiamo ma anche alla crescita culturale e sociale di tutta una regione. sviluppando la cooperazione come fattore importante  di crescita per uscire dalla dipendenza e dal sottosviluppo.

 

Volontariato

La “C.M.P. – Onlus”si propone di promuovere il volontariato come servizio di amore verso il prossimo, consapevole che ogni uomo ha il diritto alla vita nel rispetto della sua inviolabile dignità umana e che essendo la stessa per la  civiltà della solidarietà e dell’amore,  intende far uso,  del logo: “Lega della solidarietà e dell’amore” con un proprio contrassegno o marchio di servizio, per coinvolgere istituzioni, enti, società, diocesi, parrocchie, associazioni,  movimenti e privati   alfine di reperire fondi con lo scopo di donare un aiuto concreto a chi è in difficoltà e questo non per fare della pura beneficenza, ma per amore che spesso comporta sacrifici e privazioni personali, la volontà di dirsi “no” per dire “sì” ai fratelli bisognosi.

 

 Fac-simile di marchio di servizio

 

Giovani

I giovani saranno il futuro della “C.M.P. – Onlus” e la vera speranza di un mondo migliore. Tenuto conto che la solidarietà fa parte di una delle loro principali aspirazioni, dobbiamo attuare un particolare impegno e cura nel ricercare i giovani, attirandoli con l’esempio e sensibilizzandoli, mediante programmi educativi, alla solidarietà, incoraggiando il rispetto di rigorosi principi etici in tutti i campi, impegnandoli e coinvolgendoli attivamente in compiti di responsabilità.

 

I meno giovani

I meno giovani, che si identificano con i nostri ideali, soprattutto i pensionati, potrebbero essere collaboratori molto utili, sia per le loro  conoscenze nei vari settori, sia per la disponibilità di tempo nell’espletare qualche mansione anche di responsabilità.

 

I soci

Vengono ammessi solo soci attivi disposti ad operare  con un servizio concreto e duraturo nel tempo, senza distinzione di nazionalità, di religione, di politica. I valori che ci devono unire sono l’amore per gli altri, la disponibilità al servizio, l’altruismo ed il dialogo.

Il socio è l’anima della “C.M.P. – Onlus”, sempre attivo in base alle sue possibilità, crede e vive i valori della “C.M.P. – Onlus”, per i quali motiva il suo impegno. Testimonia questi valori nella vita, impegnandosi a ricercare nuovi collaboratori che si riconoscano in essi.

I soci sono chiamati a compiere il loro impegno quale mezzo per vivere una vita degna, fondata su saldi principi etici, servendo il prossimo con competenza ed altruismo, impegno che deve riflettersi anche nelle proprie attività di lavoro e professionali, avendo di mira non solo l’interesse personale ma il bene comune che si attua nel rispetto dell’ordine morale la cui legge è scolpita nel cuore di ogni uomo.

Regola d’oro nei nostri rapporti organizzativi e di lavoro: non pretendere mai dagli altri, quanto noi non riusciamo a dare. Tutto ciò che chiediamo agli altri, deve essere una regola inviolabile per noi.

                                                                        

Art. 2 - “Progetto Pilota di Bukavu”

Le principali linee programmatiche

Il Promotore della “C.M.P. – Onlus”, per la sue conoscenze ed esperienze positive già acquisite e consolidate in quel che chiameremo Progetto Pilota”della Diocesi di Bukavu della “Comunità Mamma della Pace”, per il quale presta tutt’ora la sua opera, fin dal suo nascere,  anno 2002, in qualità di Coordinatore e Supervisore  e di unico Responsabile a livello internazionale per il finanziamento del Progetto, in forza di delega ricevuta, a suo tempo, dall’Autorità diocesana di Bukavu, esprime,  la sua volontà, di applicare tutta l’esperienza, i meccanismi per la realizzazione di detto Progetto Pilota, nella “C.M.P. – Onlus”, che ne dovrà seguire fedelmente gli ideali, le maggiori linee programmatiche e le strategie.  

Infatti, il Promotore, riscontra in questo primo Progetto Pilota”della Diocesi di Bukavu, una proposta molto interessante: abbandonare il classico nome di “orfanotrofio” per sostituirlo con quello più appropriato di “casa-famiglia”.

Questa proposta, consente di ospitare il bambino, senza genitori o di strada, in un ambiente familiare che rispetti al massimo i suoi diritti fondamentali. 

Nell’ambito di un Progetto “Comunità Mamma della Pace” a favore di bambini in difficoltà, non si parlerà più di orfani senza un padre e una madre, ma di figli, con gli stessi doveri e diritti, inseriti dalla Comunità in una nuova struttura: una casa dignitosa, dove saranno riconosciuti e trattati come veri figli dalla coppia o dalla nuova famiglia che andrà ad adottarli.

Avviene così, per il bambino, una vera e propria ricostruzione del nucleo familiare con la coppia o la nuova famiglia d’adozione.  Gli adottanti, dopo un adeguato periodo di preparazione, faranno di questa scelta un dovere sacro, religioso,

oltre che umano. Questo tipo d’esperienza permette al bambino di crescere in un ambiente familiare senza che sia sradicato dal suo contesto sociale, causa molte volte di gravi traumi e difficoltà di adattamento.

 

Conformazione delle nuove “Comunità Mamma della Pace” al Progetto Pilota di Bukavu

Il Promotore, propone quindi, che la realtà della Diocesi di Bukavu, funga da Progetto Pilota, sul quale, inizialmente, si baserà gran parte dell’attività della “C.M.P. – Onlus”, ma l’impegno della stessa sarà di più ampia portata  senza alcun limite di spazio e di tempo, affidato alla Provvidenza e rivolto soprattutto, ma non esclusivamente, a bambini in difficoltà.

Il “Progetto Pilota” della “Comunità Mamma della Pace” della Diocesi di Bukavu,  prevede la costruzione di un villaggio di 40 case, ognuna delle quali potrà ospitare almeno 13/15 bambini in difficoltà con relative infrastrutture per l’educazione, lo sport, le attività professionali, religiose e la realizzazione di alcuni progetti e microprogetti di carattere economico che permettano alla Comunità  l’autofinanziamento.

Scopo della “C.M.P. – Onlus”non è, quindi, la realizzazione completa del “Progetto Pilota” della Diocesi di Bukavu  o di qualsiasi altro Progetto dicesano “Comunità Mamma della Pace” su cui s’impegnerà al finanziamento, ma di mettere la Comunità in questione o le altre Comunità, in condizione di autofinanziarsi  con la propria gestione, supervisionata dalla “C.M,P. – Onlus”, sia per il proprio mantenimento che per il completamento stesso del Progetto nel suo insieme. Come già detto, ciò, dovrà attuarsi nel più breve tempo possibile, attraverso la realizzazione di progetti, microprogetti, piccole attività produttive, commerciali ed artigianali, ma sempre, sotto esclusivo controllo e guida della “C.M.P. – Onlus”, con la collaborazione della Diocesi nella cui giurisdizione risiede l’eventuale Comunità.

Una volta completato il Programma di base che permetta di raggiungere un livello di vita dignitosa, le Comunità finanziate, dovranno essere addirittura in grado di finanziare, con il coordinamento, la supervisione e su indicazione della “C.M.P. – Onlus”, in accordo con la Diocesi nella cui giurisdizione risiede la Comunità, altre “Comunità Mamma della Pace”  che andranno a formarsi o nella stessa Diocesi od in altre Diocesi, facendo bene memoria del principio che, “come gratuitamente abbiamo ricevuto, così gratuitamente dobbiamo dare”.

La “C.M.P. – Onlus”avrà il diritto, per quanto detto sopra, di essere tenuta al corrente, con notizie, documentazioni,  bilanci trimestrali, circa la situazione economica della Comunità finanziata, la quale sarà tenuta anche ad una regolare contabilità, eseguita con l’aiuto di esperti; una copia degli stessi bilanci dovrà essere inviata a cura degli amministratori all’indirizzo della “C.M.P. – Onlus”ed alla Diocesi.

Per ogni Progetto o Micro-progetto di attività produttiva o di commercio, del quale viene fatta domanda di finanziamento, da parte di qualunque  “Comunità Mamma della Pace”, la richiesta dovrà essere accompagnata da una relazione tecnico-economica redatta da un esperto che metta ben chiaramente in evidenza costi – ricavi; ciò si rende necessario per un’adeguata valutazione del Progetto, per stabilire, se è produttivo oppure no. Una volta attuato il Progetto, sarà necessario fare un bilancio trimestrale della rendita da parte del Responsabile, inviandone una copia, come sopra, alla “C.M.P. – Onlus”,finanziatrice ed alla Diocesi.

La “C.M.P. – Onlus”, avrà pienamente raggiunto il suo scopo quando, la “Comunità Mamma della Pace” di Bukavu, Progetto Pilota, o altre  nuove Comunità per le quali  avrà intrapreso un programma di finanziamento, saranno in grado di autofinanziarsi, ma restando sempre l’obbligo da parte di  quest’ultime, una volta raggiunto lo scopo, di aiutare con l’eccedenza altre “Comunità Mamma della Pace”, in via di formazione, senza limite di spazio e di tempo.

La “C.M.P. – Onlus”si riserva il diritto, in qualsiasi momento, di verificare l’andamento della Comunità finanziata, la vericidità dei bilanci, direttamente o tramite esperti, di stabilire, di comune accordo con l’Autorità diocesana, l’eccedenza da destinarsi ad altre Comunità in via di formazione, nonché di verificare l’applicazione delle linee programmatiche stabilite dal “Regolamento Istituzionale”.

Tutte le “Comunità Mamma della Pace” dovranno sentirsi Comunità sorelle e collaborare tra loro con grande disponibilità di  servizio, a titolo gratuito, guardando all’interesse generale anche delle altre Comunità.

Il Progetto Pilota” di Bukavu, è un esempio concreto esarà riconosciuto come metodo base di lavoro della “C.M.P. – Onlus”, nei confronti delle Comunità finanziate e delle Diocesi, per questo viene inserito nel  presente Regolamento Istituzionale. Potrà però essere suscettibile di modifiche, anche importanti,  a seconda delle necessità e delle varie problematiche di ciascuna Comunità.

 

Art. 3 - Nome della “C.M.P. – Onlus”e delle altre Comunità diocesane

Protettrice: Mamma della Pace – Protettore: S. Giuda Taddeo

Nome della “C.M.P. – Onlus”e delle Comunità varie, finanziate.

Il nome dell’Associazione “Comunità Mamma della Pace” o più in breve, “C.M.P. – Onlus”, è stato proposto dal Promotore, e trova la sua giustificazione nel legame di grande devozione che  unisce lo stesso alla Vergine Maria, Mamma della Pace (che vuol dire Mamma di Gesù, perché solo Lui è la vera Pace), dalla quale ha ottenuto tante grazie, tra cui, la più importante, quella della Conversione.

E’ in segno di ringraziamento, e per onorare la Vergine Maria, che ha iniziato a donarsi al servizio di quest’opera d’amore e di solidarietà, voluta dal Signore, proponendo di porla sotto il suo manto e la sua particolare protezione e guida.

Mentre propone come Protettore speciale della “C.M.P. – Onlus”edi tutte le “Comunità Mamma della Pace”, finanziate,  in essere e che andranno a formarsi nel tempo, San Giuda Taddeo, cugino di Gesù.                                                                                                                                                          Sempre per desiderio del Promotore, tutte le Comunità a favore delle quali la “C.M.P. – Onlus” opererà, dovranno avere il nome di: “Comunità Mamma della Pace” seguito dal nome della località e dal nome della  Diocesi sotto la cui giurisdizione ricade (esempio: “Comunità Mamma della Pace di Nyakadaka - Diocesi di Bukavu”.

Pure la parola Progetto dovrà essere seguito da  “Comunità Mamma della Pace”, quindi dal nome della località dove sorge il Progetto e della Diocesi sotto la cui giurisdizione ricade,  (esempio: “Progetto Comunità Mamma della Pace di Nyakadaka – Diocesi di Bukavu”)

Art. 4 - La Diocesi unica referente e responsabile della Comunità

La “C.M.P. – Onlus”opererà solo con Diocesi. La Diocesi sarà il suo unico referente, pertanto, salvo casi molto eccezionali, le Comunità finanziate dovranno essere riconosciute, entro la giurisdizione in cui opereranno, come opere diocesane ed il Vescovo locale, od un suo delegato, ne sarà la sola e massima Autorità.

I fondi raccolti, per un determinato Progetto, a favore di una determinata “Comunità Mamma della Pace”, saranno  trasferiti periodicamente all’economato della Diocesi dove risiede la Comunità beneficiaria o chi per esso. La Diocesi in questione dovrà amministrarli e devolverli completamente ed unicamente a favore delle spese della Comunità e dei suoi Progetti controllandone, per mezzo di propri incaricati, il buon utilizzo.

 Statuto e Consiglio direttivo delle varie Comunità Mamma della Pace (finanziate)

Ogni Comunità avrà uno Statuto, approvato dal Vescovo locale dove risiede la Comunità. ed un Consiglio Direttivo composto, da membri e non, della Comunità, tutti scelti dall’Autorità diocesana. Tutte le decisioni prese dal Consiglio Direttivo dovranno essere approvate dal Vescovo il quale avrà anche il diritto, in qualsiasi momento, di annullare le cariche e provvederne alla loro sostituzione. Qualsiasi decisione, però, non dovrà essere in contrasto con le norme contenute nel presente “Regolamento Istituzionale”, salvo accordi con la “C.M.P. – Onlus”.

Copia dello Statuto dovrà essere inviata, per conoscenza, all’indirizzo della “C.M.P. – Onlus”.

Coordinatore e Supervisore diocesano locale

Nominato dall’Autorità diocesana, avrà il compito dell’organizzazione generale della Comunità per il suo miglior funzionamento, sarà in stretto contatto con la “C.M.P.- Onlus”, assieme alla quale, concorderà tutti i programmi d’investimento.

Il Coordinatore e Supervisore diocesano sarà il referente diretto della “C.M.P. – Onlus”, della quale ne dovrà condividere pienamente gli ideali.

Gerente della Comunità

Sarà cura del Coordinatore e Supervisore diocesano, nominare, un Gerente della Comunità, quale persona di fiducia, responsabile della Comunità finanziata, con compiti organizzativi e di controllo amministrativo-gestionale.

Il Gerente della Comunità dovrà, possibilmente, vivere nella Comunità, vivere il carisma della Comunità in cui opera e della “C.M.P. – Onlus”; collaborare in stretto contatto con il Coordinatore e Supervisore diocesano locale, il quale gli darà le direttive e con il quale concorderà tutte le disposizioni utili all’organizzazione della Comunità stessa ed al suo buon funzionamento; dovrà avere spiccate qualità di educatore, con  buone conoscenze  in materia psicologica, per poter anche valutare la situazione di ciascun bambino e della famiglia di origine, prima di ammetterlo nella Comunità, ma questo naturalmente, sempre con l’accordo del Coordinatore e Supervisore diocesano locale evitando di creare privilegi di qualsiasi sorta..

Sarà compito del Gerente della Comunità incoraggiare sempre, nelle decisioni, d’ordine organizzativo, per il miglioramento della vita comunitaria, scelte democratiche che favoriscano il coinvolgimento responsabile onde promuovere lo sviluppo integrale della persona; a questo proposito sarà opportuna una regola importante: più che imporre, proporre; gestire una Comunità vuol dire anzitutto servirla, essere servo della stessa.

 Infinesarà suo impegno preciso, di regolare i rapporti fra Comunità ed i singoli membri nella verità, nella giustizia, nella solidarietà, nel perdono, operando sempre alla luce della ragione.

Coppie adottanti

Sarà compito della Diocesi in cui nasce la Comunità, formare, in un tempo adeguato, le coppie adottanti, che abbiano gli stessi ideali proposti dalla “C.M.P. – Onlus”, verificandone le capacità e la vocazione per questa scelta, della quale  faranno un dovere sacro, religioso oltre che umano. Ogni Diocesi deciderà circa, il numero massimo dei figli, nati dal matrimonio della coppia adottante, che potranno essere presi nella Comunità e che formeranno con gli altri bambini adottati, una sola famiglia.

 

Art. 5 - La Diocesi unica titolare del Progetto

La Diocesi  unica titolare dei Progetti

Unica titolare dei Progetti finanziati dalla “C.M.P. – Onlus” sarà la Diocesi e quindi, tutti i beni immobili e mobili, saranno di proprietà della Diocesi, ma, come tutte le altre Comunità diocesane, anche la stessa “Comunità Mamma della Pace”, a favore della quale sarà fatto il finanziamento, ne avrà il godimento pieno ed esclusivo. In una parola: la Diocesi si riserva il diritto di proprietà dei beni, il controllo della loro gestione, nonché la tutela legale, ma non ne avrà la disponibilità ed i benefici,  che saranno ad uso

esclusivo del destinatario dei beni stessi, e cioè la “Comunità Mamma della Pace” a favore della quale saranno finanziati i vari Progetti.

La “C.M.P. – Onlus”avrà la Supervisione nella gestione dei Progetti finanziati, cercando di trasferire, a mezzo professionisti, tutte le conoscenze, le procedure necessarie per ottenere il miglior risultato economico.

 

Art. 6 – Caso di cessazione

Qualora, per qualsiasi motivo, venga a cessare l’attività di una “Comunità Mamma della Pace”, finanziata dalla “C.M.P. – Onlus”, la disponibilità e l’uso dei beni mobili ed immobili verranno destinati ad altra Comunità Mamma della Pace che andrà a formarsi, ovviamente con gli stessi scopi e carismi della precedente e con il parere favorevole della Diocesi e della “C.M.P. – Onlus”, finanziatrice.

 

SU